Tre per te - come partecipare

LABORATORI D'ARTE

Spazio Up Arte APS 13/09/2024 0


"Laboratori di cittadinanza attiva" è un progetto promosso e sostenuto da CSV Sodalis Salerno 

SPAZIO UP ARTE attraverso l'organizzazione di tre laboratori artistici mira a

- Sensibilizzare i partecipanti sui temi della transizione ecologica e della sostenibilità ambientale.
- Promuovere l'economia circolare e il riciclo creativo.
- Coinvolgere la comunità locale nell’approfondire la cultura del riuso e della tutela ambientale.
- Favorire l'inclusione e la partecipazione attiva della comunità nelle attività dell'associazione.

Le attività previste sono la realizzazione di tre laboratori che affrontano la stessa tematica ma da angolazioni diverse

1) un laboratorio di ceramica con tornio e forno raku
la creazione di oggetti in grado di limitare il consumo di materie plastiche, favorendo la riduzione degli scarti e disincentivando l’utilizzo dei prodotti monouso

2) un laboratorio di manipolazione della carta
approfondire la conoscenza del materiale cellulosico in tutte le sue declinazioni, promuovere le regole della raccolta differenziata e il funzionamento del ciclo del riciclo.

3) un laboratorio teatrale
il teatro come luogo di comunità e di promozione sociale e culturale, per sensibilizzare il focus sulle tematiche ambientali, attraverso l’uso di linguaggi inediti

Il progetto si concluderà con un evento finale, durante e si terrà un momento conviviale con l’esposizione degli oggetti prodotti dai laboratori ed una performance dei partecipanti al laboratorio teatrale.

Tutte le attività sono gratutite

Per partecipare e per ricevere altre informazioni, invia la tua candidatura a spaziouparte@gmail.com entro il 22/09/2024.

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Vito Ungaro 09/05/2025

Josè Garcia Ortega
Nell'ambito delle attività di approfondimento culturali promosse dalla nostra associazione, domenica  4 maggio è stata organizzata una giornata dedicata alla conoscenza di Josè Garcia Ortega, artista di fama internazionale che ha trascorso parte della sua vita nel Cilento. Chi era José Garcia Ortega? E' stato un artista spagnolo noto per il suo impegno politico e sociale, riflesso nelle sue opere. Nato nel 1921 a Arroba de los Montes, in Spagna, Ortega ha vissuto in un periodo di grandi cambiamenti storici e sociali, che hanno profondamente influenzato la sua arte. Contributi artistici Pittura e scultura: Ortega è conosciuto per le sue opere che combinano elementi tradizionali con temi moderni, spesso esplorando la lotta per la libertà e l'uguaglianza sociale. Influenza politica: La sua arte è stata una forma di resistenza contro la dittatura di Francisco Franco, utilizzando simbolismo e metafore per comunicare messaggi di speranza e cambiamento. Vita personale Ortega ha trascorso gran parte della sua vita in esilio, vivendo in vari paesi tra cui l'Italia e la Francia. Questa esperienza ha arricchito la sua prospettiva artistica, permettendogli di sviluppare uno stile unico che rifletteva le sue esperienze personali e le sue aspirazioni collettive. La giornata Prima tappa - Polla (SA) Accompagnati da alcuni amici appassionati d'arte, abbiamo raggiunto Polla, dove presso la Chiesa della SS. Trinità situata nel cuore del centro storico è stata allestita la mostra “Il decalogo della Democrazia” Un percorso visivo e simbolico che parla non solo alla memoria storica della Spagna post-franchista, ma anche alle democrazie contemporanee, sollecitate da nuove sfide e antichi pericoli. Seconda tappa La seconda destinazione scelta è stata San Giovanni a Piro  (SA) Qui, nel 1980, il famoso pittore Josè Garcia Ortega scelse di stabilirsi nel tranquillo borgo di Bosco. La scelta non fu casuale; Ortega trovò in questo luogo un riflesso della sua amata Spagna, come lui stesso dichiarò: «Sto bene con voi, perché qui ho trovato un'angoscia ed una miseria che sono quelle della mia gente. Perché i colori sono quelli della mia terra». La Casa Museo Ortega acquistò una casa nel cuore di Bosco, che oggi è visitabile e funge da museo. Qui, nel giardino antistante, Ortega trascorreva il tempo dipingendo paesaggi e nature morte. Le pareti della casa sono tuttora adornate con i suoi dipinti, creando un'atmosfera che racconta la vita e l'arte di un uomo che, sebbene solitario e pensieroso, si rivelò generoso e riflessivo. La casa è di proprietà privata e sebbene sia stato fatto il tentativo di visitarla, purtroppo per impossibilità scaturenti da precedenti impegni del responsabile, non è stato possibile accedervi.     Le Maioliche All'ingresso del paese, le maioliche create da Ortega raccontano i moti rivoluzionari risorgimentali del 1828, avvenuti a Bosco. Il Museo La visita si è svolta in modo molto organizzato. All'arrivo, siamo stati accolti dalla guida, che ci ha fornito una panoramica generale sulla vita dell’artista e sulle opere custodite nella nuova sede del museo.  Il nuovo Museo Josè Ortega, infatti, è stato inaugurato il 24/04/2025, ed  è custode di opere significative come i pannelli in cartapesta sui temi “Passarono” e “Morte e nascita degli innocenti” L'ultima acquisizione è la suite “+ – Durer”, composta da 60 incisioni. Questa collezione, insieme alle matrici delle cartapeste custodite dalla famiglia Ortega, rende Bosco il luogo che detiene il maggior numero di opere del maestro spagnolo, mantenendo vivo il suo messaggio artistico e sociale. Conclusioni Conoscere Josè Ortega attraverso le opere ed i luoghi è stata un’esperienza estremamente apprezzata da tutti i partecipanti. Si consiglia vivamente a chiunque abbia l'opportunità di visitare questo straordinario museo di farlo, possibilmente con una guida, per apprezzare appieno la bellezza e la complessità delle opere esposte. Ortega non era solo un artista ma anche un uomo impegnato socialmente. Credeva fermamente che l'arte dovesse avere un contenuto rivoluzionario, capace di chiamare all'unione e restituire libertà e democrazia. Un pensiero che si rifletteva nei suoi lavori e che continua a ispirare chi visita il museo. Il Museo di Josè Garcia Ortega è quindi non solo un luogo di contemplazione artistica, ma anche un centro di riflessione sulla storia e sulla società, un invito a comprendere il passato per costruire un futuro migliore.    
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Vito Ungaro 23/06/2025

Tramonto in armonia 2025
In occasione della festa per il solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno, l'associazione Spazio Up Arte  ha organizzato la decima edizione dell'evento dal titolo “Tramonto In Armonia”. Anche quest'anno il luogo scelto per l'iniziava è stato "Spazio Up Arte - art farm" Adottata dal 2024 dalla nostra associazione, "art-farm" è  un’area verde nel comune di Salerno di 3000 mq.  nella quale vengono praticate le attività en plein air (laboratori creativi, performance, orto sociale, poesia, dibattiti, fotografia, presentazioni di opere letterarie). La giusta cornice a questa iniziativa che da sempre intende promuovere l'arte, l'ambiente ed il paesaggio. Per questa Decima Edizione si è deciso di giocare con l’arte ribaltando il ruolo del fruitore/spettatore ad artista/attore, attraverso l’organizzazione di un gioco di ruolo che ha accompagnato i numerosi partecipanti chiamati a realizzare  una creazione artisica. Pittura, scultura, creazioni ceramiche, uncinetto, poesia.  Con le opere realizzate è stata allestita una mostra. Ogni partecipante, lontano da logiche competitive,  ha avuto  l'occasione di presentare il lavoro realizzato, condividendo con tutti una riflessione sull'esperienza vissuta. La giornata si è conclusa con l’immancabile momento musicale che celebra il tramonto del Solstizio. Una jam-session improvvisata che ha visto protagonisti al sax Valentina Foglia ed alla tastiera Raffaele Giuliano  L’iniziativa è stata supportata dal CSV Sodalis mediante il progetto “Abitare i luoghi”
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Spazio Up Arte APS 07/12/2020

Quel che resta del MUM
a cura di Vito Egidio Ungaro / Spazio Up Arte Siamo tutti fieri della nostra Italia quando parliamo di arte, degli artisti, delle bellezze paesaggistiche e di tutto quello che ci è stato tramandato da un passato glorioso. Abbiamo la consapevolezza dell’importanza del nostro patrimonio culturale in quanto rappresenta la risorsa indispensabile per la crescita economica, per l’occupazione, per il ruolo di coesione sociale e per la funzione di rivitalizzazione delle aree urbane e rurali, sopratutto quelle che vivono situazioni di disagio. Ognuno di questi aspetti è la base per promuovere un turismo sostenibile su cui poter costruire processi di sviluppo virtuosi. Sulla base delle precedenti considerazioni, come spiegare, dunque, gli interventi per i quali sono stati spesi ingenti fondi pubblici (nati per rendere tangibile questa strategia) destinati a preservare la cultura e la memoria e che hanno svolto la loro funzione solo per pochi anni? Di esempi se ne potrebbero citare tanti ma in questo caso ci si riferisce specificatamente al MUM, il museo dedicato al grande artista conterraneo Ugo Marano scomparso nel 2011. Il comune di Morigerati nel 2016 ha deciso di dedicare una casa ed uno spazio a questo geniale artista che ebbe un rapporto lungo e profondo con il Cilento e i cilentani. L’idea era quella di far nascere un museo di arte contemporanea all’aperto orientato a racchiudere e custodire sia opere materiali sia opere intellettuali, oltre che  idee e visioni utopiche di artisti, uomini di cultura e semplici viaggiatori, ricalcando l’idea di uno dei progetti dello stesso artista, titolato: il “Museo che non teme i furti”. Per dare valore attrattivo al museo, scelsero di trasferire “Il Tavolo del paradiso”, un’opera che l’artista realizzò nel 1999, dalla Valle delle Orchidee del comune di Sassano, dove aveva la sua originale collocazione, all’area esterna della Ferriera di Morigerati, sede del MUM. Si trattava di un tavolo di ferro a forma di croce greca, intorno al quale Marano idealmente auspicava che tutti i sindaci del Cilento si potessero sedere; ogni posto era segnalato da appositi sostegni volti a contenere i piatti e bicchieri in ceramica. L’installazione oltre a possedere una propria bellezza ed un importante valore artistico, svelava agli occhi di un osservatore attento il suo significato intrinseco: invitava i cittadini ed i loro rappresentanti a fare fronte comune (sedersi alla stessa tavola) per affrontare insieme le problematiche (la croce) di un territorio come il Cilento (il paradiso) ricco di potenzialità,  ma diviso ed isolato. La metafora artistica ha, purtoppo, avuto un triste epilogo: I commensali a quanto pare hanno litigato, rotto la tavola e lasciato per terra solo i cocci.   Morigerati (SA) Agosto 2020  
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